Formazione

Bruno Ginanni Corradini nasce nel 1892 a Ravenna, secondogenito di quattro figli, due anni dopo la nascita del fratello Arnaldo. Il suo nome, scelto dal padre, il conte Tullio Ginanni Corradini, avvocato ed anche sindaco della città, è da considerare un omaggio a Giordano Bruno. Il soprannome Corra, come quello del fratello Ginna, fu ideato intorno al  1914 dal pittore Giacomo Balla con lo scopo di “dinamizzare” il suo cognome grazie all’assonanza con la parola correre. Bruno vi resta fedele grazie alle “corse” sfrenate dalla letteratura all’arte, dal cinema al teatro, facendo della ginnastica un elemento importante e costante della sua vita, grazie ad un continuo allenamento fisico e soprattutto mentale. 

Foto di gruppo a villa Ginanni Corradini a Campiano (Ravenna). Fra gli altri da sinistra si riconoscono: Perocanbus, Corra, Squarzina, Balilla Pratella, Ginna. Foto di gruppo a villa Ginanni Corradini a Campiano (Ravenna). Fra gli altri da sinistra si riconoscono: Perocanbus, Corra, Squarzina, Balilla Pratella, Ginna.

Le vite di Bruno e Arnaldo, soprattutto durante la loro giovinezza, corrono parallele e si intrecciano l’una con l’altra, rendendone impossibile una lettura separata. I due fratelli trascorrono gli anni giovanili tra Ravenna, dove Bruno si dedica agli studi letterari mentre Arnaldo intraprende studi artistici e, durante le vacanze estive, la villa di famiglia a Campiano. Fin da giovanissimi, Arnaldo e Bruno presentano un carattere inquieto, ribelle, tipico della generazione a cui appartengono, generazione che, essendo nata negli ultimi anni del 1800, si proietta con violenza alle porte del nuovo secolo e violentemente presenta le proprie idee. 

I due fratelli affiancano agli studi regolari quelli più anarchici, mostrando interesse per tutto lo scibile: letteratura, arte, filosofia e teosofia. La loro gioventù è dedicata ad una continua preparazione al domani, attraverso esercizi fisici e spirituali. Sono aiutati in ciò da letture di testi di filosofia orientale e greca e dalle opere principali di grandi artisti e poeti, come Rousseau, Schopenhauer, Goethe, Aristotele, Leonardo, Descartes. Riprendono il motto di Pitagora “conosci te stesso” e la massima di Hugo “il pensiero è forza”.

Lo stretto rapporto che si instaura tra Bruno e Arnaldo durante l’infanzia e l’adolescenza, segna in modo evidente la loro successiva produzione artistica e letteraria. E’ un rapporto non semplicemente fraterno ma soprattutto intellettuale, che li porta al desiderio di conoscenza e quindi di studio dei classici della letteratura, della filosofia, delle lingue straniere e di materie meno “classiche” come scienze occulte, scienze teatrali innovative, filosofie orientali e medicina alternativa. Molto importante è l’attenzione che dedicano ala teosofia e successivamente al pensiero antroposofico di Rudolf Steiner. I fratelli infatti, partecipano alle conferenze della Società teosofica di Bologna dove conoscono intellettuali cultori della materia.

Ravenna all’inizio del Novecento è una città immobile, ferma, radicata nelle sue tradizioni. È facile perciò capire come i due fratelli, ancora poco più che ragazzi, siano riusciti a scandalizzare i concittadini benpensanti con la pubblicazione dei loro primi testi teorici nel 1910.

Lo studio delle lingue straniere permette a Bruno e Arnaldo di effettuare viaggi all’estero, soprattutto a Parigi e a Londra, grazie ai quali potranno ampliare le loro conoscenze sia dell’arte antica sia delle tendenze europee contemporanee. Questo arricchimento culturale rappresenta la base dell’evoluzione del loro pensiero, che parte dalla comparazione dei vari orientamenti delle discipline artistiche, congiuntamente alla trasposizione delle tematiche antroposofiche e steineriane, per arrivare ad una vera conoscenza di quel mondo naturale supersensibile.

Sono inoltre importanti, sempre durante gli anni giovanili, le frequentazioni dei fratelli Ginanni Corradini con personaggi del calibro dell’attore Luigi Savini e del musicista Francesco Balilla Pratella. Proprio quest’ultimo sarà il tramite che legherà i due fratelli con Filippo Tommaso Marinetti, e quindi con il Movimento futurista.

Testo di Lavinia Russo, supervisione di Lucia Collarile.