Cenni biografici

Bruno Corra nella villa di Campiano (Ravenna). Bruno Corra nella villa di Campiano (Ravenna).

9 giugno 1892

Bruno Corra, pseudonimo di Bruno Ginanni Corradini, nasce a Ravenna, secondo di quattro figli, da famiglia aristocratica. Si dedica agli studi classici e parallelamente approfondisce con il fratello maggiore Arnaldo, dedito a studi artistici, la conoscenza di scienze occulte, teosofie, filosofie orientali, alchimia e medicina alternativa.

1910

Frequenta le università di Bologna e Firenze conseguendo, in seguito, la laurea in lettere. Scrive i suoi primi componimenti poetici e, insieme al fratello Arnaldo, pubblica i saggi Metodo, Vita nova e Arte dell’avvenire, quest’ultimo considerato uno dei primi testi teorici d’avanguardia del ‘900. Nel frattempo con il fratello elabora sperimentazioni di nuove tecniche artistiche, pittoriche, teatrali, cinematografiche, con lo scopo di creare una fusione fra le diverse arti. A questo scopo realizza anche alcuni cortometraggi astratti. Pubblica interventi sulla rivista fiorentina «La difesa dell’Arte».

1912 c.a

Incontra Marinetti a Milano e aderisce al Movimento futurista. Sempre insieme al fratello si trasferisce a Firenze dove con Emilio Settimelli dirige la pubblicazione «Collezione di saggi critici». Successivamente, ancora con Settimelli ed insieme a Mario Carli, fonda la rivista «Il Centauro» dalle cui pagine diffonde il “Liberismo”, un’ideologia che propaganda la massima libertà di espressione artistica.Scrive il saggio Musica cromatica, pubblicato nel volume Il pastore, il gregge e la zampogna. Soggiorna a Parigi e a Londra dove completa la sua formazione culturale ed esoterica.

1913

Esce La Rivista Settimanale d’arte, di scienza e di vita, diretta da Corra con Settimelli in cui, utilizzando una scrittura che potremmo definire pre-surrealista, si evidenzia una linea di critica anticrociana e antidannunziana. Nello stesso anno, insieme a Settimelli e con la collaborazione del fratello Arnaldo, rileva una compagnia e mettendo in scena opere di Marinetti e le prime sintesi teatrali futuriste.

1914

Firma il manifesto futurista Pesi, misure e prezzi del genio artistico. Il pittore futurista Giacomo Balla, utilizzando il cognome Corradini, lo battezza dinamicamente “Corra” per esprimere “correre”, mentre utilizza per Arnaldo il cognome Ginanni sintetizzato in “Ginna” ad indicare “ginnastica”. Intorno a Ginna e Corra si viene a formare un gruppo di artisti intellettuali futuristi che danno origine al cosiddetto “Secondo futurismo fiorentino” detto anche “Pattuglia Azzurra”.

1915

Partecipa a manifestazioni interventiste e viene arrestato a Roma con Marinetti e Mussolini. Firma il Manifesto del teatro futurista sintetico. Pubblica il romanzo sintetico futurista Sam Dunn è morto, considerato il suo capolavoro.

1916

Fonda a Firenze il periodico «L’Italia futurista» insieme a Settimelli, Carli, Chiti e Ginna. Nello stesso anno partecipa alla realizzazione del film Vita futurista diretto dal fratello e successivamente firma il Manifesto di cinematografia futurista. Partecipa anche alla redazione del manifesto La scienza futurista. Pubblica la raccolta poetica Con mani di vetro.

1918

A marzo si arruola nel 60° fanteria e parte per il fronte. Alla fine della Guerra si trasferisce a Milano. Pubblica i romanzi d’evasione Io ti amo. Il romanzo dell’amore moderno, Perché ho ucciso mia moglie e, insieme a Marinetti, L’isola dei baci. Con la fine dell’anno terminano le pubblicazioni dell’«Italia Futurista».

1919

Pubblica La famiglia innamorata e la raccolta Madrigali e grotteschi. Scrive la prefazione alla raccolta di racconti di Ginna Le locomotive con le calze. Con Settimelli fonda il periodico «Lo Specchio dell’Ora» pubblicato a Roma, vicino all’ideologia fascista. Corra subisce fortemente il fascino della personalità di Mussolini, aderisce al Partito fascista pur non partecipandovi con una militanza attiva.

1921

Pubblica i due romanzi Femmina bionda e Santa Messalina, che si collocano su posizioni meno futuriste e più tradizionali.

1922

Dedica a Mussolini I bevitori di sangue. Pubblica Il Toro. Romanzo di avventure e d’amore del tempo dei Borgia e la raccolta L’uomo che guariva le donne.

1924 - 1934

Si distacca polemicamente dal Futurismo a causa del fallimento del progetto della “Baracca”, un teatro futurista ambulante al quale Marinetti rinuncia per dedicarsi maggiormente all’aspetto politico del Movimento. Nonostante ciò Corra continua, negli anni successivi, a collaborare saltuariamente con gli artisti futuristi e con Marinetti. La sua copiosa produzione di romanzi, pur mantenendo alcuni aspetti innovativi e interessanti, si orienta sempre più verso la letteratura di appendice, verso esigenze commerciali e la ricerca del successo presso un vasto pubblico. Ricordiamo Sanya, la moglie egiziana. Il romanzo dell’oriente moderno del 1927 e Il Passatore del 1929,

1935 c.

Durante uno dei suoi frequenti viaggi al Cairo conosce Grazia Burges, che in seguito sposa e con la quale si trasferisce a Varese. Riprende a lavorare per il teatro ottenendo un notevole successo con alcuni drammi scritti insieme a Giuseppe Achille come Inventiamo l’amore, Traversata nera, Il pozzo dei miracoli.

1936 c.

Insieme al fratello Ginna ed al musicista Francesco Balilla Pratella, con i quali già intorno al 1930 aveva affrontato senza successo un primo tentativo di cinema sonoro, lavora alla realizzazione di un film musicale su suo soggetto intitolato Balilla e Tonietta. Nonostante le novità proposte nel soggetto, nella sceneggiatura, nella possibile resa scenica del film e dalla colonna sonora, il lavoro viene alla fine rifiutato dalla Direzione Generale della Cinematografia.

1938

Firma con Marinetti il manifesto Contro il teatro morto, contro il romanzone analitico, contro il negrismo musicale.

1939 - 1952

Alcuni suoi romanzi e lavori teatrali vengono scelti per riduzioni cinematografiche. Su soggetto di Bruno Corra vengono realizzati i film Inventiamo l’amore, Traversata nera, Il passatore e Inganno per il quale scriverà anche la sceneggiatura. Nel 1951 muore la moglie per una polmonite. Da allora la sua produzione narrativa si interrompe gradualmente e lo scrittore si isola sempre più dal mondo culturale italiano.

1967

Lo storico delle Avanguardie Mario Verdone dedica alle opere futuriste di Corra e Ginna un approfondito saggio sulla rivista «Bianco e Nero», ripubblicato nel numero unico Cinema e letteratura del futurismo del 1968.

1970

Einaudi ripubblica il suo romanzo Sam Dunn è morto ma, nonostante l’interesse risvegliatosi intorno al Movimento futurista ed alla sua figura di letterato, Corra rimane sempre prigioniero del suo voluto isolamento.

20 novembre 1976

Bruno Corra muore a Varese all’età di 84 anni.

Testo di Lavinia Russo, supervisione di Lucia Collarile.