AI MUSEI VATICANI

Nevrastenia 1908 – © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati.

La donazione ai Musei Vaticani di un nucleo prezioso di opere e materiali d’archivio di Arnaldo Ginnatra cui spicca il dipinto Nevrastenia del 1908 – rappresenta un gesto di grande valore culturale e simbolico. Non solo arricchisce in modo significativo la Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani, uno dei poli più autorevoli del dialogo tra arte del XX secolo e spiritualità, ma intende anche restituire all’artista il riconoscimento pubblico che merita, facendolo conoscere a nuove generazioni di studiosi, appassionati, collezionisti e visitatori di tutto il mondo. Una forma di risarcimento postumo, che dà finalmente visibilità internazionale a una figura centrale del Futurismo spirituale, profondamente legata alla ricerca interiore, all’esplorazione dell’invisibile e all’universalità dell’arte.

Arnaldo Ginna – al secolo Arnaldo Ginanni Corradini – fu un artista multidisciplinare, teorico e pioniere dell’arte astratta e del cinema futurista in Italia. L’opera di Arnaldo Ginna è stata negli anni oggetto di studio da parte di illustri professori, storici dell’arte e studiosi del cinema, che ne hanno riconosciuto il ruolo pionieristico tanto nell’ambito dell’astrattismo italiano – anticipando le ricerche di Kandinsky e di altri astrattisti europei – quanto nel campo del cinema futurista. Ricordiamo qui, ad esempio, che Mario Verdone considerava Ginna persino precedente a Vasilij Kandinsky nell’uso dell’astrazione, e che fu regista, cameraman e produttore del primo film futurista, Vita Futurista (1916). Insieme al fratello Bruno Corra, Ginna realizzò già tra il 1910 e il 1912 alcuni dei primissimi film astratti italiani, oggi perduti, ma ampiamente descritti nei loro scritti teorici e capaci di influenzare generazioni di artisti e ricercatori.

La sua figura emerge così come un ponte tra linguaggi, discipline e visioni, capace di integrare filosofia, scienza, spiritualità e innovazione tecnica. Insieme al fratello Bruno Corra, Ginna concepì un’arte che andava oltre i limiti sensoriali, tendendo alla percezione del trascendente attraverso il colore, il suono e il movimento. Nevrastenia, una delle sue prime e più intense tele, testimonia già nel 1908 la volontà di rappresentare l’interiorità psichica in chiave simbolica e cromatica, anticipando molte delle istanze che troveranno piena espressione nel Futurismo e nelle avanguardie successive. Ma va sottolineato che anche le numerose opere ancora oggi conservate presso la famiglia dell’artista e in importanti collezioni private in Italia e all’estero sono di altissimo pregio storico e artistico. Questa produzione, finora poco visibile, rappresenta un patrimonio di valore assoluto che merita di essere studiato, tutelato e valorizzato. In essa si ritrova la stessa intensità visionaria e spirituale che attraversa tutta la sua opera: una pittura animata da ricerca filosofica, tensione simbolica e sperimentazione linguistica, che fa di Ginna una figura unica nel panorama del modernismo europeo.

Documentazione dell’Archivio Ginna – Ginna era sul set di Cabiria (1913-1914) – © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati.

Accolta con entusiasmo dal dottor Francesco Buranelli, Direttore dei Musei Vaticani al momento della donazione, e successivamente valorizzata dalla dottoressa Barbara Jatta, attuale Direttore dei Musei Vaticani, l’acquisizione si inserisce pienamente nella missione dei Musei di essere luogo di incontro tra la tradizione e la contemporaneità, tra spiritualità e ricerca estetica.

Grazie alla sensibilità e alla competenza di Micol Forti, già Curatore della Collezione, e al meticoloso lavoro di Francesca Boschetti, attuale Curatore della Collezione, l’ingresso delle opere e dell’archivio Ginna è stato accompagnato da un accurato progetto scientifico e museografico. L’intero fondo documentario è stato schedato e digitalizzato sul database dell’Archivio Storico dei Musei Vaticani grazie all’attenzione e al lavoro di Marta Bezzini, Responsabile dell’Archivio Storico e dell’Inventario Generale e di Sara Della Ricca, dell’Inventario GeneraleUna preziosa risorsa per studiosi, ricercatori, professori universitari e specialisti del Futurismo, che potranno far richiesta di consultare scritti, fotografie, diapositive e documenti personali dell’artista.

Con questa iniziativa, la Collezione si conferma punto di riferimento internazionale per la ricerca sull’arte d’avanguardia, mettendo in rete patrimonio, conoscenza e visione.

È fondamentale sottolineare l’altissimo profilo internazionale della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani, che con le sue circa 9.000 opere tra pittura, scultura, fotografia, videoarte e installazioni si configura oggi come uno dei più autorevoli centri di ricerca, conservazione e dialogo tra arte contemporanea e spiritualità al mondo. La collezione stessa, inaugurata nel 1973 per volontà di Papa Paolo VI, è ospitata in 55 sale dell’Appartamento Borgia e include opere di circa 250 artisti internazionali, tra cui figure di spicco come Vincent van Gogh, Marc Chagall, Pablo Picasso, Francis Bacon, Henri Matisse, Paul Gauguin, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Giacomo Manzù, Mario Sironi, e molti altri. Questi capolavori testimoniano un dialogo vivo e profondo tra arte contemporanea e spiritualità cristiana, in una prospettiva universale e inclusiva.

Non meno rilevante è il patrimonio documentario collegato alla Collezione, composto da una ricca documentazione relativa alla sua storia; una risorsa essenziale per comprendere l’evoluzione del rapporto tra Chiesa e arte contemporanea, e per collocare le singole acquisizioni – come quella delle opere di Arnaldo Ginna – all’interno di un percorso storico coerente e articolato.

È dunque in questa prestigiosa cornice che l’opera di Ginna – artista complesso e poliedrico – trova una collocazione viva e pulsante, in grado di attivare riflessioni profonde sul senso dell’arte nel mondo moderno e sul rapporto tra arte, spirito e innovazione.

Documentazione dell’Archivio Ginna – Manoscritto olografo di Ginna sul film futurista “Vita Futurista” (1916-1917) – © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati.

Ma questa donazione non è pensata solo per gli addetti ai lavori. È anche e soprattutto un atto di restituzione pubblica. Arnaldo Ginna, profondo conoscitore e amante dell’arte universale, frequentatore dei Musei Vaticani sin dalla giovinezza, credeva fermamente nella funzione spirituale e civile dell’arte. Far approdare oggi le sue opere proprio in questo luogo, dove ogni giorno passano migliaia di persone da ogni parte del mondo, significa onorare la sua visione: portare la sua arte “all’esterno”, verso quel pubblico vasto e internazionale che egli stesso desiderava raggiungere.

Questo sito, curato dagli eredi e da studiosi che ne custodiscono l’eredità intellettuale, integra idealmente il lavoro avviato con i Musei Vaticani, offrendo un ponte tra il mondo della ricerca, del collezionismo e della divulgazione.

Questa donazione rappresenta dunque molto più di un semplice atto conservativo: è un progetto culturale di ampio respiro, capace di restituire luce a una figura fondamentale del Novecento e di far dialogare l’arte di Ginna con le grandi questioni del nostro tempo. Un’opera di riconoscimento e di rilancio, nel luogo più simbolico e universale della cultura visiva e spirituale.

Consulta il sito della Collezione di Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani:

https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/collezione-d_arte-contemporanea/collezione-d-arte-contemporanea.html

Per informazioni relative all’accesso all’ Archivio Storico dei Musei Vaticani si veda: https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/ricerca-e-restauro/laboratori/archivio-storico.html

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